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Scopri di seguito tutte le agevolazioni fiscali previste per chi effettua erogazioni liberali a favore delle Fondazioni!

Con riferimento alle persone fisiche, non imprenditori, sull’ammontare complessivo delle erogazioni effettuate nei confronti di enti non profit per ciascun periodo di imposta, viene riconosciuta una detrazione di imposta (IRPEF) pari al 19% o al 26%.
Condizione essenziale
al fine di usufruire della detrazione è che il versamento sia effettuato con modalità tracciabili (bonifico, assegno non trasferibile, bancomat o carta di credito) e che quindi sia possibile identificare in maniera inequivocabile il soggetto erogante, il soggetto beneficiario e la causale del versamento.

L’art. 100, comma 2, lett. a), del TUIR prevede la deducibilità dal reddito d’impresa delle “erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità comprese fra quelle indicate nel comma 1, (educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto) o finalità di ricerca scientifica (…) per un ammontare complessivamente non superiore al 2 per cento del reddito d’impresa dichiarato“.

Lo scopo di tale norma, come precisato anche nella risoluzione n. 490 del 1980, è quello di incrementare l’utilità sociale delle imprese, incentivandole a contribuire al miglioramento delle condizioni sociali non solo dei propri dipendenti ma anche della collettività, con la condizione espressa, peraltro, che gli organismi beneficiari svolgano un’attività caratterizzata da un elevato contenuto etico, dovendo avere “esclusiva” finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto e ricerca scientifica.
In ragione di ciò, secondo quanto previsto dall’art. 100, comma 2, lett. a), del TUIR sono deducibili dal reddito d’impresa le erogazioni effettuate in favore di beneficiari che:

  1. hanno personalità giuridica;
  2. perseguono “esclusivamente” una o più finalità fra quelle indicate al comma 1 della medesima norma.

Al fine di chiarire ulteriormente la portata dei requisiti di deducibilità indicati, l’Agenzia chiarisce ancora una volta la dirimente distinzione tra il concetto di “commercialità” e “lucratività” delle finalità perseguite da un ente.
Precisa infatti la risoluzione che “La delimitazione dei destinatari delle erogazioni liberali sulla base delle finalità perseguite non preclude che l’ente beneficiario possa porre in essere attività che si qualificano, sotto il profilo fiscale, come attività commerciali, sempre che si tratti di attività svolte in diretta attuazione delle finalità indicate dalla medesima disposizione agevolativa e con finalità e modalità non lucrative. In particolare, l’assenza del fine di lucro che, come più volte chiarito, non coincide necessariamente con la “non commercialità” dell’ente, deve risultare da un’espressa previsione statutaria ed esplicitarsi nella concreta attività svolta, anche attraverso la destinazione del patrimonio e degli utili, di cui deve essere esclusa la ripartizione, alle stesse finalità sociali perseguite dall’ente.
La circostanza che la Fondazione destinataria delle liberalità ridistribuisca poi i fondi raccolti a soggetti terzi, chiarisce l’amministrazione, non è di per sé circostanza preclusiva alla deducibilità della liberalità erogata nei suoi confronti da parte di una società, a condizione però che i terzi destinatari:

  1. abbiano a loro volta gli stessi requisiti previsti dall’art, 100, comma 2, TUIR (personalità giuridica, finalità non lucrative e perseguimento esclusivo finalità comma 1);
  2. realizzino direttamente i progetti finanziati non essendo consentito il fenomeno delle erogazioni a catena.

Perchè la sussistenza dei due requisiti possa essere verificata, sarà  allora fondamentale che la specifica destinazione delle erogazioni fatte dalla società alla Fondazione e da quest’ultima a soggetti terzi sia tracciata in tutte le sue diverse fasi attraverso strumenti bancari che evidenzino la particolare causale del versamento e, inoltre, già  all’atto dell’erogazione da parte della Società in favore della Fondazione dovrà preesistere un progetto finale definito al quale vengono destinate le liberalità e non solo un programma generico, così che si giustifichi la finalizzazione sociale dell’erogazione da parte di chi intende esercitare il diritto alla deducibilità di cui all’art. 100, comma 2, del TUIR.

LASCITO TESTAMENTARIO

Una fonte importantissima nella raccolta di fondi della Fondazione

Esistono diverse forme di testamento, ma le più utilizzate sono due:

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TESTAMENTO OLOGRAFO

Il testamento olografo deve essere scritto interamente a mano dal testatore. Per essere valido deve inoltre riportare la data (giorno mese e anno) e la firma (nome e cognome). Poiché il testamento olografo può essere smarrito, alterato, falsificato o sottratto, è opportuno depositare l’originale presso un notaio di fiducia.

L’oggetto del lascito può consistere in:

  • somme di denaro, titoli, azioni e fondi di investimento;
  • beni immobili (case, fabbricati) e terreni;
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TESTAMENTO PUBBLICO

Il testamento pubblico è scritto da un notaio alla presenta di due testimoni. L’atto, firmato dal testatore, dai testimoni e dal notaio, sarà conservato negli atti del notaio e reso pubblico solo dopo il decesso del testatore.

  • beni mobili come arredi, gioielli, opere d’arte;
  • polizze vita, nominando la FFST come beneficiario
  • l’intero patrimonio

Il testamento è l’unico strumento per disporre del proprio patrimonio dopo la morte. In assenza di testamento tutti i beni del defunto vengono distribuiti a parenti o, in assenza, allo Stato, secondo criteri fissati dalla legge. Con il testamento è invece possibile destinare le proprie sostanze liberamente, con i soli limiti posti dalla legge a favore di alcuni parenti detti “legittimari”. Il testamento già redatto può essere modificato, in qualsiasi momento e per tutte le volte che lo si vorrà, revocando espressamente le volontà precedentemente espresse. I lasciti testamentari rappresentano una fonte di crescente importanza nella raccolta di fondi della Fondazione Fevoss Santa Toscana e contribuiscono in maniera significativa a potenziare i propri servizi.

Un obiettivo che possiamo raggiungere con l’aiuto di chi ha una visione del futuro altrettanto altruistica. Insieme a chi pensa che grazie a un gesto compiuto oggi, il futuro di molte persone potrà essere più sereno.