L’incontro con Papa Francesco all’udienza del 21 novembre 2018

Quel momento tanto atteso dai cinquanta pellegrini veronesi era giunto facendo svanire le difficoltà del giorno prima. Il freddo del mattino scompariva nel tepore di una giornata meravigliosa in cui il sole sorgendo illuminava piano piano la basilica di San Pietro e la Piazza evidenziandone la millenaria bellezza artistica e architettonica. Evviva il Papa! Il primo saluto che echeggiava nelle varie lingue in un crescendo di entusiasmo mentre in quel momento dimentichiamo la notte trascorsa nella trepidazione dell’attesa. L’uomo vestito di bianco, il successore di Pietro viene verso di noi e in modo affabile ci tende le mani per stringere le nostre. Tocca allo scultore Nicola Beber emozionato parlagli del suo modellino in marmo e bronzo su cui aveva fatto gli studi per realizzare il monumento, unico al mondo, dedicato al cittadino solidale. Ed è il nostro regalo al Pontefice. Azzarda, gli chiede un autografo e il Papa sorridendo glielo concede. Poi è la volta di Michele Romano vicepresidente della nostra Fondazione: negli sguardi che si incrociano registro espressioni intense e le parole sussurrate a un padre buono che alza la mano benedicente. Emozione, entusiasmo, gioia. Eccolo davanti a me che devo presentargli, con le missive che avevo ricevuto, Lei, Maria Madre del Dono. Mentre spiego la storia di quella statua venuta a noi da Ortisei per la nostra missione dono della famiglia Pancheri, Papa Francesco si sofferma più a lungo e con calma la scruta, le sorride, l’accarezza benedicendola. Noi siamo i testimoni di quell’incontro che sa di incredibile. Colpiti nel profondo, i nostri sentimenti di giubilo permisero agli occhi del cuore di vedere che anche Maria gli sorrideva. 

Alfredo Dal Corso

 

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